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martedì 20 gennaio 2015

Tardino EXPRESS - La volatilità continua


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LA VOLATILITA’ CONTINUA

La volatilità che ha segnato l'evoluzione dei mercati finanziari a fine 2014 dovrebbe continuare nel breve periodo. Gli investitori rischiano di restare in balia della speranza di un miglioramento economico da un lato e di elementi politici o geopolitici che potrebbero destabilizzare una crescita ancora modesta e fragile a causa della ferite profonde lasciate dalla grave crisi degli anni passati (alto debito pubblico, alto tasso di disoccupazione) dall’altro. Il calo del prezzo del petrolio, registrato nel corso degli ultimi sei mesi, susseguito chiaramente alle decisioni dell'OPEC sulla produzione di greggio, dovrebbe, in quanto tale, essere positivo per l'attività mondiale, ma gli investitori potrebbero avanzare dubbi sullo stato di salute della domanda a causa di una ancora elevata incertezza sulla solidità dell'economia globale. Più in generale, se una partenza  favorevole nei primi mesi dell'anno stentasse a concretizzarsi potrebbero sorgere dubbi sullo scenario globale. Per quanto riguarda la politica monetaria, la liquidità resterà abbondante nel 2015 grazie all'azione della Banca del Giappone e della BCE, ma il graduale aumento dei tassi di interesse negli Stati Uniti, dopo sei anni di politica dei tassi di interesse a zero, è probabile che richieda tempo per adattarsi alla nuova situazione. Non c'è dubbio, tuttavia, che la Fed continuerà a comunicare nel modo più preciso possibile per facilitare questa transizione, il che significa -non dimentichiamolo- che la salute dell'economia statunitense è in miglioramento. In questo contesto, gli aspetti relativi alle valutazioni ed ai rendimenti delle varie classi di attivo saranno al centro delle decisioni di investimento nel 2015, in un contesto in cui il vento freddo e  quello caldo si alterneranno repentinamente, richiedendo grande reattività da parte degli investitori.

Spazio dunque alle gestioni caratterizzate da elevata flessibilità, non dimenticando che i temi vincenti nel corso del 2015 potrebbero essere le opportunità nello spazio valutario (indebolimento di dollaro e yen vs euro), le azioni europee ed in maniera selettiva quelle emergenti (Asia ex Malesia), credito periferico ed obbligazioni convertibili europee.



... al prossimo TARDINO EXPRESS !!!



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Laura Tardino






@tardino_laura

mercoledì 12 novembre 2014

Tardino Express - AZIONARIO GIAPPONE ? SI, GRAZIE


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AZIONARIO GIAPPONE ? SI, GRAZIE



Se da un lato i fondamentali macroeconomici giapponesi sono prossimi all’aver raggiunto un punto di minimo, soprattutto se guardiamo agli investimenti in conto capitale ed ai consumi, suggerendo quindi un possibile miglioramento già nei prossimi mesi, ci sono almeno tre altre motivazioni a sostegno dell’investimento sul mercato azionario giapponese.


1)      Lo scorso 31 ottobre la banca centrale nipponica ha varato ulteriori stimoli monetari aumentando  a) gli acquisti annuali di bond governativi da 50 a 80 trilioni di yen b) di ETF azionari da 1 a 3 trilioni di yen includendo tra i nuovi quelli che seguono l’andamento del JPX 400 c) di REITS  da 30 a 90 miliardi di yen ed estendendo la durata dei JBG acquistati a 7-10 anni. La liquidità dunque favorirà gli investimenti azionari sia direttamente sia per la ricerca del rendimento, dato che i tassi continueranno a rimanere bassi.


2)      Il più grande fondo pensionistico giapponese e del mondo (127 trilioni di yen a giugno 2014) che investe i soldi raccolti dalle pensioni pubbliche dei lavoratori giapponesi (GPIF) ha annunciato, nello stesso giorno, il cambiamento del proprio indice di riferimento, aumentando l’esposizione azionaria  giapponese dal 12 al 25% e diminuendo contestualmente quella delle obbligazioni giapponesi dal 60 al 35%. Circa 10 trilioni di yen arriveranno dunque sul mercato azionario giapponese sostenendone i corsi. 


3)      Le valutazioni sono ancora interessanti. L’indice Nikkei mostra un rapporto P/B pari a 1.6 volte ed un P/E pari a 18 volte, entrambi inferiori a quelli dei principali indici borsistici dei paesi sviluppati. La stagione degli utili appena iniziata potrebbe inoltre portare alcune sorprese positive, dato che le società giapponesi stimano al momento una crescita degli utili sul 2014 del 3%, che appare eccessivamente cauta se si considera che nel secondo trimestre gli utili hanno registrato un’accelerazione del 10%.



Coraggio allora, il rally continua. Sayonara.
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Laura Tardino






@tardino_laura

mercoledì 10 settembre 2014

Mai troppo tardi... con Tardino - TLTRO CREDIT EASING ED ALTRO




Mai troppo tardi... con Tardino - TLTRO CREDIT EASING ED ALTRO

La Banca Centrale Europea ha annunciato la scorsa settimana un nuovo taglio trasversale dei tre principali tassi di interesse della zona euro e contemporaneamente l'acquisto, a partire dal prossimo ottobre, di cartolarizzazioni (cosiddetti ABS) e obbligazioni garantite. Mentre gli ABS vengono acquistati per la prima volta, le obbligazioni garantite sono già state oggetto di acquisto in passato.



Il presidente Draghi, 
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che già lo scorso giugno aveva preannunciato la possibilità che l'istituto intraprendesse la via di un Credit-Easing (acquisto di titoli di credito, invece che di titoli governativi come accaduto negli Stati Uniti, in Inghilterra ed in Giappone), ha inoltre precisato che si tratterà di titoli semplici e trasparenti: quelli delle società che durante questi mesi si siano sforzate di uniformare le comunicazioni ed i prospetti dei loro titoli in un'ottica pan-europea,  in modo tale da rendere più agevole l'attività sul mercato.



Della manovra sono noti al momento pochi dettagli e tra questi manca la precisazione dell'ammontare, sul quale maggiori informazioni verranno rese note il prossimo 2 di ottobre. Lo stesso Mario Draghi ha dichiarato che per il momento è difficile dire quale ne sarà l'impatto sul bilancio dell'istituto.



Dato che, secondo alcune ricerche, il volume complessivo di ABS ed obbligazioni garantite della zona euro è di circa 1500 miliardi e che molto probabilmente la BCE acquisterà in due anni solo il 30% di questi titoli per ragioni di rating e non solo, secondo l'Istituto Brueghel di Basilea è ipotizzabile che il ritmo di acquisti mensili sarà nell'ordine di 20 miliardi di euro; ovvero, quasi nulla in confronto a quanto fatto da FED e BOE.



C'è il rischio dunque che la trasmissione della politica monetaria, tallone d'Achille europeo, continui a non funzionare e che la liquidità creata da questi acquisti non sia sufficiente a rilanciare la crescita e l'inflazione.



In questo caso, la BCE potrebbe allora allargare gli acquisti a strumenti meno trasparenti e meno semplici e, qualora questo non bastasse ancora, Mario Draghi si è già detto pronto a passare dal credit al quantitative easing (anche governativi). Per il momento le promesse della BCE sono servite a tenere a bada i mercati; speriamo che l'avvio quasi congiunto di tutte le mosse (a settembre il nuovo TLTRO, ad ottobre il credit easing ed il nuovo taglio dei tassi) inizi a mostrare nei prossimi mesi i primi segnali incoraggianti, avvalendosi anche dell'aiuto di un euro più debole.




Laura Tardino

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