Visualizzazione post con etichetta STRUMENTI FINANZIARI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta STRUMENTI FINANZIARI. Mostra tutti i post

mercoledì 12 novembre 2014

Tardino Express - AZIONARIO GIAPPONE ? SI, GRAZIE


diyartcraft.com


AZIONARIO GIAPPONE ? SI, GRAZIE



Se da un lato i fondamentali macroeconomici giapponesi sono prossimi all’aver raggiunto un punto di minimo, soprattutto se guardiamo agli investimenti in conto capitale ed ai consumi, suggerendo quindi un possibile miglioramento già nei prossimi mesi, ci sono almeno tre altre motivazioni a sostegno dell’investimento sul mercato azionario giapponese.


1)      Lo scorso 31 ottobre la banca centrale nipponica ha varato ulteriori stimoli monetari aumentando  a) gli acquisti annuali di bond governativi da 50 a 80 trilioni di yen b) di ETF azionari da 1 a 3 trilioni di yen includendo tra i nuovi quelli che seguono l’andamento del JPX 400 c) di REITS  da 30 a 90 miliardi di yen ed estendendo la durata dei JBG acquistati a 7-10 anni. La liquidità dunque favorirà gli investimenti azionari sia direttamente sia per la ricerca del rendimento, dato che i tassi continueranno a rimanere bassi.


2)      Il più grande fondo pensionistico giapponese e del mondo (127 trilioni di yen a giugno 2014) che investe i soldi raccolti dalle pensioni pubbliche dei lavoratori giapponesi (GPIF) ha annunciato, nello stesso giorno, il cambiamento del proprio indice di riferimento, aumentando l’esposizione azionaria  giapponese dal 12 al 25% e diminuendo contestualmente quella delle obbligazioni giapponesi dal 60 al 35%. Circa 10 trilioni di yen arriveranno dunque sul mercato azionario giapponese sostenendone i corsi. 


3)      Le valutazioni sono ancora interessanti. L’indice Nikkei mostra un rapporto P/B pari a 1.6 volte ed un P/E pari a 18 volte, entrambi inferiori a quelli dei principali indici borsistici dei paesi sviluppati. La stagione degli utili appena iniziata potrebbe inoltre portare alcune sorprese positive, dato che le società giapponesi stimano al momento una crescita degli utili sul 2014 del 3%, che appare eccessivamente cauta se si considera che nel secondo trimestre gli utili hanno registrato un’accelerazione del 10%.



Coraggio allora, il rally continua. Sayonara.
www.japanorama.com

... al prossimo TARDINO EXPRESS !!!



www.youtube.com
Laura Tardino






@tardino_laura

mercoledì 10 settembre 2014

Mai troppo tardi... con Tardino - TLTRO CREDIT EASING ED ALTRO




Mai troppo tardi... con Tardino - TLTRO CREDIT EASING ED ALTRO

La Banca Centrale Europea ha annunciato la scorsa settimana un nuovo taglio trasversale dei tre principali tassi di interesse della zona euro e contemporaneamente l'acquisto, a partire dal prossimo ottobre, di cartolarizzazioni (cosiddetti ABS) e obbligazioni garantite. Mentre gli ABS vengono acquistati per la prima volta, le obbligazioni garantite sono già state oggetto di acquisto in passato.



Il presidente Draghi, 
www.ilsole24ore.com

che già lo scorso giugno aveva preannunciato la possibilità che l'istituto intraprendesse la via di un Credit-Easing (acquisto di titoli di credito, invece che di titoli governativi come accaduto negli Stati Uniti, in Inghilterra ed in Giappone), ha inoltre precisato che si tratterà di titoli semplici e trasparenti: quelli delle società che durante questi mesi si siano sforzate di uniformare le comunicazioni ed i prospetti dei loro titoli in un'ottica pan-europea,  in modo tale da rendere più agevole l'attività sul mercato.



Della manovra sono noti al momento pochi dettagli e tra questi manca la precisazione dell'ammontare, sul quale maggiori informazioni verranno rese note il prossimo 2 di ottobre. Lo stesso Mario Draghi ha dichiarato che per il momento è difficile dire quale ne sarà l'impatto sul bilancio dell'istituto.



Dato che, secondo alcune ricerche, il volume complessivo di ABS ed obbligazioni garantite della zona euro è di circa 1500 miliardi e che molto probabilmente la BCE acquisterà in due anni solo il 30% di questi titoli per ragioni di rating e non solo, secondo l'Istituto Brueghel di Basilea è ipotizzabile che il ritmo di acquisti mensili sarà nell'ordine di 20 miliardi di euro; ovvero, quasi nulla in confronto a quanto fatto da FED e BOE.



C'è il rischio dunque che la trasmissione della politica monetaria, tallone d'Achille europeo, continui a non funzionare e che la liquidità creata da questi acquisti non sia sufficiente a rilanciare la crescita e l'inflazione.



In questo caso, la BCE potrebbe allora allargare gli acquisti a strumenti meno trasparenti e meno semplici e, qualora questo non bastasse ancora, Mario Draghi si è già detto pronto a passare dal credit al quantitative easing (anche governativi). Per il momento le promesse della BCE sono servite a tenere a bada i mercati; speriamo che l'avvio quasi congiunto di tutte le mosse (a settembre il nuovo TLTRO, ad ottobre il credit easing ed il nuovo taglio dei tassi) inizi a mostrare nei prossimi mesi i primi segnali incoraggianti, avvalendosi anche dell'aiuto di un euro più debole.




Laura Tardino

www.youtube.com



@tardino_laura

lunedì 19 maggio 2014

TARDINO EXPRESS


diyartcraft.com

Cosa fare ?

E’ un momento particolarmente delicato per gli investitori, che si avvicinano ad un periodo, quello estivo, tradizionalmente caratterizzato da bassi volumi e brutte performance, nonostante le eccezioni degli ultimi anni. Dopo mesi di rialzi azionari e di riduzione di rendimenti e spread le valutazioni appaiono in molti casi poco interessanti. Cosa fare?


Lo scenario macroeconomico è abbastanza confortante. Nell’ultimo rapporto dell’OCSE pubblicato ad inizio maggio si stima una crescita mondiale pari al 3.4% sostenuta soprattutto dal buon momentum dei paesi sviluppati dove stanno ripartendo gli investimenti fissi, gli scambi commerciali e dove la minor pressione fiscale rende possibile una maggior crescita. Nonostante il permanere di importanti rischi (elevata disoccupazione e disinflazione di Europa, eccessivo credito al settore privato in qualche paese emergente) le società macinano utili e i loro fatturati sono tornati a crescere al ritmo annuale di circa il 6%.

Le Banche Centrali continuano ad essere di sostegno e difficilmente negli Stati Uniti come in Europa si alzeranno i tassi in tempi brevi permettendo alle stesse società di continuare a finanziarsi a tassi contenuti per continuare a comprare società e/o azioni proprie come accaduto in questi ultimi mesi a testimonianza di un clima di fiducia.


Certo, gli indici azionari hanno fatto molto e le valutazioni tirate potrebbero spingere a prese di beneficio e volatilità che sempre accompagna la fase iniziale di qualunque  inasprimento di politica monetaria prima di tornare a guardare i fondamentali e la crescita. Ma si tornerà a farlo  e, credo, dopo correzioni contenute e non particolarmente profonde del mercato alla luce dello scenario sopra descritto. Consiglierei quindi di continuare a detenere in portafoglio una discreta esposizione azionaria (soprattutto azioni sviluppate americane ed europee e attenzione agli emergenti perché le valutazioni sono molto interessanti).


Nello spazio obbligazionario,  a dispetto delle attese i rendimenti hanno proseguito la loro discesa nonostante si trovassero a livelli molto bassi già a inizio anno. A questo punto spingere gli investitori a investire in titoli dai rendimenti decisamente poco interessanti  è quasi follia. L’impegno della BCE a implementare nuove misure di sostegno potrebbe essere in parte già scontato e l’eventuale rialzo dei rendimenti americani potrebbe condizionare quelli europei. Senza tuttavia sottovalutare l’importanza della diversificazione tra azionario e obbligazionario e la diversa natura delle due classi di attivo, potrebbe aver senso mantenere una posizione contenuta sui governativi  cosiddetti core  fino al prossimo Consiglio dei Governatori o giù di li continuando a investire parte del portafoglio obbligazionario sui periferici (italiani e spagnoli sulle scadenze medie sia governativi che corporate).


Le valute più interessanti nello scenario descritto potrebbero essere quelle dei paesi caratterizzati da un ciclo economico più avanzato: il dollaro americano, la sterlina inglese ed il dollaro australiano  che con la complicità delle rispettive banche centrali potrebbero iniziare o continuare a dare soddisfazione.

... al prossimo TARDINO EXPRESS !!!



www.youtube.com
Laura Tardino